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I giovani e l'amore - (pag. 7)
I giovani e l'amore - (pag. 7)
problema di capire questo nuovo mondo. Allora proprio perché i giovani sono giovani e possiedono al massimo sviluppo la loro forza psico-fisica, possono diventare essi stessi macchine super-produttive o consumistiche, rinunciando alla loro stessa umanità e con essa a tutti i valori. Oppure si rifugiano nella famiglia di origine, quasi come emarginati, senza trovare il coraggio e la possibilità di farne una propria, o ancora,e qui siamo nella situazione limite, cercano vie di alienazione nella droga, nell’alcool, nel rischio estremo, etc… Naturalmente ci sono anche tanti giovani che tentano di conciliare lo stress di questi continui cambiamenti con i loro progetti di vita, e tanti ci riescono proprio perché sono giovani e hanno questa capacità di cambiare velocemente.



Ma a che prezzo?

In questo contesto “Nova Cana” cerca soprattutto di aiutare i giovani a non disperdere il loro patrimonio di giovinezza e creatività, credendo in loro e riconoscendo in ognuno valore e originalità, affinché essi stesi possano scoprire, attraverso l’ascolto dei desideri e delle esigenze proprie, la bellezza di essere giovani e il senso della propria vita. Aiutare i giovani a essere giovani, oltre che credere in loro, vuol dire aiutarli a scoprire cheattraverso la loro creatività hanno la possibilità di plasmare la loro vita e trasformare il mondo. Vuol dire aiutarli a riflettere sulla loro esigenza-necessità di amare, affinché questa grande opportunità che la vita riserva loro, sia esplorata e vissuta come merita, ossia come la possibilità di essere felici. Vuol dire aiutarli a riflettere sul mistero dell’innamoramento e poter apprendere da questa esperienza la vera qualità della nostra natura e le possibilità che il futuro contiene. Riflettere con i giovani sull’innamoramento è la cosa che più mi piace, perché in questa esperienza vi è tutto il senso e il significato della nostra vita, anche se noi ne sappiamo decifrare solo una piccola parte, che è quella di sentirci bene, esaltati, trasfigurati.

Nell’innamoramento noi vediamo l’altro trasfigurato nelle sue possibilità: possibilità che sono sempre positive, belle, che attengono alla qualità dell’altro, e che vediamo uniche e originali. Le vediamo diverse dalle nostre, e per questo ci piacciono. Vediamo come l’unicità dell’altro possa arricchire la nostra vita, toglierla dalla ripetitività, e attraverso la comunicazione crescere e gioire sempre più assieme.

Nell’innamoramento l’altro resta l’altro da ammirare, da gustare, da amare. Resta sempre il soggetto che attrae il nostro interesse. Se riflettiamo bene non ci confondiamo mai con l’altro. L’altro deve restare ben distinto da noi per poterlo vedere, ammirare, amare. Nell’innamoramento l’altro è tutto il bene possibile perché è Lui, altro da noi, e nel riferirgli tutto il nostro amore, noi ci sperimentiamo esseri umani molto vicini al divino, o almeno vicini al concetto che abbiamo del divino. Sperimentiamo che siamo capaci di amare e amare gratuitamente, perché è sufficiente che l’altro ci sia, per amarlo. Tutto quello che proviamo e intuiamo nell’innamoramento, se non riflettuto, pensato e scelto, al fine di tradurlo nella realtà dei nostri comportamenti, lo perdiamo, e con ciò perdiamo la sapienza della nostra umanità. Ci si ritroverebbe immediatamente nella tristezza e nella fatica di vivere, dopo aver provato il gusto e la libertà che solo l’amore dà.
Sono certa che quasi tutti abbiamo fatto o stiamo facendo questa esperienza di gioia e di bene che scaturisce dall’innamoramento, e sicuramente abbiamo pensato che questa è la qualità della felicità.
Quello che abbiamo sperimentato emozionalmente e intuito nel momento dell’innamoramento è esattamente quello che nel tempo della nostra vita possiamo creare come continuità e qualità della vita stessa.



L’amore è questa creazione!

Esso non ci viene dato gratuitamente come l’innamoramento, anche se l’innamoramento, dell’amore, è anticipazione e profezia. Esso è una scelta, un progetto, una costruzione.

Amare significa riconoscere l’altro nella sua originaria unicità, significa fidarsi dell’altro.
Amare vuol dire rivelare all’altro le cose migliori di noi, nascoste nei nostri sogni, desideri, esigenze. E’ saper dire all’altro, senza pudori, il desiderio insopprimibile di essere amati e accolti nella nostra originarietà , mentre si accoglie e si ama l’altrui originarietà.

E’ prendersi per mano, è regalarsi le vicendevoli originali risorse per creare quello che non c’è: il
Futuro, che, per coloro che amano è Felicità.


Angela Volpini
... Questo dava una naturale sicurezza in se stessi e anche fiducia negli altri. Ora non è più così: la società dell’informazione e della tecnologia è così veloce che elimina tutti quelli che non dispongono di un’informazione e di una formazione adeguate a supportarla.



Che cosa succede?

Il giovane che è ancora in formazione e ha bisogno di orientarsi, di scegliere cosa fare, come farlo e con chi farlo, non trova più riferimenti né punti fermi. Gli stessi genitori o educatori non sanno aiutarlo perché hanno anche loro il problema
Associazione Nova Cana
Libri
(segue dalla pag. "Libri")
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