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Un'assemblea a Nova Cana
Introduzione
Introduzione

La mie percezioni sulla vita e la Storia, registrate nel tempo per lampeggiamenti puntiformi, discontinui, incompiuti, sono qui ricostruiti con l'intento di coglierne i tratti essenziali, configurando nel contempo i contorni attuali del mio vissuto personale, ma senza particolari intenti autobiografici, salvo quelli che traspaiono dal progetto di fondo che mi ispira. Per questa ragione, molte delle argomentazioni svolte appariranno appena accennate: richiederanno approfondimenti che potranno essere condotti attraverso successivi confronti.

Idealità e pensiero, dunque, si trovano qui a un livello molto generale di formulazione, e traggono spunto soprattutto dal confronto con le esperienze e le elaborazioni di Angela Volpini, fondatrice della citata associazione culturale, che da mezzo secolo propone una visione dell'uomo e del mondo in cui le istanze, i desideri, le esigenze profonde della persona vengano riconosciute.

Un'osservazione preliminare è forse opportuna per comprendere meglio l'ispirazione di fondo di questo lavoro e del mio rapporto con la realtà. L'esperienza di vita e di relazione personale con me stesso, con il mondo e con il divino ha acquisito nel tempo due saldi presupposti metaforici: l'uomo reca in sè l'immagine della perfezione, della pienezza, e nello stesso tempo la certezza sperimentale della separazione: la ricerca segna il passaggio dal mondo esteriore a quello interiore, dalla periferia al centro, dal molteplice all'unità, dalla forma al significato, dal particolare all'universale.


L’”imago” è “similitudo”, e come tale è simbolo di una relazione che mantiene l’alterità fra il padre e il figlio, fra l’anima e Dio. Ma la relazione è solo un momento del ritorno dello spirito: è necessario tendere, oltre la relazione e la somiglianza, all’identità e all’unità.

Maestro Eckhart – "La nascita eterna" – antologia a cura di G. Faggin, Neri Pozza, pag. 74


Sono grato a Nova Cana e alla sua fondatrice Angela Volpini per i tre lustri di incontri e riflessioni intorno all'esperienza divino-umana e ai paradigmi razionali di fede che ne informano la testimonianza di vita. Ringrazio tutti gli amici che animano l'associazione - in particolare Adriana e Paolo Pepori con i quali ho maggiori occasioni di frequentazione e di scambio - per la condivisione di orizzonti e per gli stimoli di ricerca che per molti anni abbiamo coltivato insieme. Ai comuni amici, con i quali mia moglie ed io abbiamo consuetudine di dialogo su questi temi e sulle reciproche visioni del mondo, un affettuoso ringraziamento, e l'augurio che si possa continuare a confrontarci, nella speranza di poter condividere e aggiornare la reciproca comprensione della realtà. Un segno di riconoscente gratitudine debbo all’amica Elena Aschieri che con pazienza e competenza mi ha dato consigli puntuali e valutazioni non solo formali, e a Danilo Bramati per le correzioni di forma e le autorevoli considerazioni che mi hanno confortato nella decisione di pubblicare il testo.

Chiudo con un pensiero di Italo Calvino, tratto dalla presentazione di Palomar, l’ultimo suo lavoro narrativo:


Rileggendo il tutto, mi accorgo che la storia di Palomar si può riassumere in due frasi:

“Un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo passo, la saggezza. Non è ancora arrivato”.



Dopo un incerto e tortuoso cammino, non mi sento più saggio, o forse non è questa la mia più urgente aspirazione. Posso solo dire di aver voluto lanciare, dal labirinto in cui mi trovo, un fievole richiamo, un “dar voce” a quelli che, come me, da qualche anno si sono inoltrati nella stessa avventura, o ne sono rimasti sulla soglia, perché possano eventualmente confrontarsi con le posizioni qui espresse e darne riscontro. Ho anche voluto lasciare, sul percorso comunque compiuto, come Arianna, un filo segnaletico, che potrebbe forse indicare una via di uscita, o almeno, mi auguro, una traccia di ricongiungimento per un comune cammino di speranza.

Francesco De Filippi
Questo testo riunisce e riordina alcuni miei scritti precedenti. Essi trattano vari argomenti, e sono stati prodotti negli ultimi quindici anni, soprattutto in occasione della partecipazione all'associazione culturale Nova Cana. Li ripropongo ora selezionati e ripensati unitariamente. Si tratta di relazioni, lettere, versi, note preparatorie a dibattiti, appunti a margine di conferenze, spunti tratti da opere del Novecento e da editorialisti della stampa, e testimoniano un percorso rivisitato e oggetto del mio rammemorare, per verificarne la rispondenza complessiva e la tenuta, sia a livello personale che comunitario. In definitiva, un modo per far luce sulla mia attuale posizione nel "labirinto delle possibilità" offerte dalla vita. Un canovaccio per un cammino di ricerca, che mi auguro di proseguire fino alla fine delle mie energie vitali.
Francesco De Filippi
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