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Lettera a un politico
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dal magistero di Angela Volpini, pensiamo possa interessarvi ed essere perfino di qualche utilità l'esposizione del punto al quale è giunta la nostra riflessione sulla politica oggi.

Perché, anche se la politica ha perduto l'antico primato, restiamo convinti che senza di essa nessun reale progresso e miglioramento della condizione umana sia possibile.
Per dirla in breve, restiamo ancorati al parere dell'antico Aristotele, per il quale la politica era comunque la regina delle scienze. Senza politica, non solo non siamo in grado, a livello locale e globale, di individuare e perseguire i "beni comuni", ma neppure di intervenire per rendere meno faticosa ed esposta alle emergenze la lunga crisi che stiamo attraversando.
Nessuna visione apocalittica ci muove, come nessun ottimismo di facciata o mediatico.
Ci importa anzitutto capire insieme dove ci troviamo in questi giorni e come sia possibile migliorare le prospettive, a partire dalle condizioni di una economia e una condizione sociale attraversate da insopportabili disuguaglianze, che l'espressione "società liquida" indica, obbligando ad approfondire la diagnosi.
Ma anche – come suggerisce papa Francesco nella "Evangelii gaudium" – senza fermarci all'eccesso diagnostico.
La nostra intenzione cioè è proseguire l'analisi per intervenire nel contempo con tentativi che vadano oltre una condizione diffusa di disagio e disaffezione.
Abbiamo per questo pensato di farVi partecipi del nostro itinerario, sicuramente pieno di buone intenzioni e non privo di volontà e di occasioni di impegno non nate ieri.

La riflessione si è articolata questa volta su tre punti che ci paiono imprescindibili:


• Il senso e il ruolo della politica in questa fase storica;

• La permanente centralità del lavoro, anche e soprattutto quando manca;

• Il destino dell'Europa, che ci coinvolge al punto che qualsiasi tentativo compiuto
al di fuori o contro essa è destinato allo scacco.



Buona lettura dunque. Ci piacerebbe ottenere qualche riscontro.


Giugno 2015...................................................................... Gli Amici di Nova Cana











Premessa


Dare Speranza al Futuro

Nova Cana è un luogo nato nel 1958 per aiutare la gente a parlare delle proprie esigenze e dei propri desideri senza pudori, certi che chi li ascoltava non li prendeva né per pazzi né per velleitari, ma accoglieva quelle esigenze, quei desideri come la promessa di una futura umanità. Una umanità più matura, più giusta, più gioiosa. Questa condivisione di esigenze e desideri si è fatta speranza, speranza nella qualità umana e speranza in una convivenza che è l’espressione di quello a cui ognuno anela.
E così abbiamo cercato come organizzare a livello pubblico e politico le istanze più profonde di ognuno di noi; quelle istanze che ci facevano riconoscere la comune umanità come la cosa più preziosa che ci viene data da vivere e da gustare. Negli anni abbiamo cercato formule attraverso le quali esprimere il meglio di ciascuno senza scartare le originalità di nessuno.
Abbiamo capito che il meglio che ciascuno di noi può dare alla società e al mondo è l’espressione di sé, e se ognuno potesse avere la libertà e la possibilità di tradurre nella realtà quello che sente di essere, non solo sarebbe felice, ma renderebbe bello e felice il mondo. Si è così incominciato a valorizzare la natura umana in quanto tale, perché riconoscevamo la bellezza di ogni essere umano per l’apporto che, essendo se stesso, può dare al mondo. Si è cercato di costruire un filo rosso che collegasse tutti gli esseri umani che lungo la storia hanno cercato di essere se stessi e che attraverso questa fedeltà hanno potuto fare grandi cose, diventando gli artefici della nostra evoluzione: le madri ed i padri della qualità umana che abbiamo raggiunto.
Abbiamo sentito l’esigenza di rileggere il Vangelo dal punto di vista dell’originalità personale ed abbiamo scoperto che Colui di cui si parla nel Vangelo aveva proprio fatto questo: ci aveva donato i suoi pensieri, i suoi desideri, le sue parole, la sua stessa vita per farci capire quale fosse il valore della vita di comunione.
Tutto questo ci ha fatto sentire sempre più umani, sempre più responsabili di come va il mondo rispetto a come potrebbe essere. Ci siamo resi conto che occorreva lavorare per produrre una cultura nuova:
la cultura della dignità umana.
Se ogni essere è unico, unico è il suo apporto a questo mondo e questo mondo per essere meraviglioso ha bisogno dell’espressione creativa di tutti. Abbiamo intrapreso il lungo cammino della presa di coscienza della nostra unicità, libertà e responsabilità. Questo è un cammino entusiasmante, ma lungo, e lo percorriamo, ma non è sufficiente a fermare l’ondata di pessimismo rispetto all’essere umano e alle sue rappresentazioni organizzative che da qualche anno avvelenano la speranza in un cambiamento omogeneo a quello che sentiamo essere il bene per i singoli e per l’umanità tutta. Nova Cana come cenacolo di ricerca continua sulla qualità umana, ha pensato di convocare, tra i propri conoscenti, uomini e donne di buona volontà per ragionare su cosa possiamo fare per mettere un freno al pessimismo, prima di tutto, e ridare fiducia alle capacità degli esseri umani di fare storia.
La continuazione della nostra ricerca cenacolare ci ha portati a vedere che in questo momento la società può fare pressione sui politici di tutto il mondo, affinché tutti assieme delegittimino pubblicamente il sistema finanziario che si è fatto padrone delle vite della maggioranza degli esseri umani producendo situazioni di ingiustizia, come mai forse l’umanità ha conosciuto. I cittadini che hanno eletto i politici come loro rappresentanti affidandogli il compito di sviluppare una convivenza democratica libera e giusta devono pretendere che costoro si assumano la responsabilità di denunciare le iniquità di quello che si chiama sistema o mercato, che rende sempre più ricchi e potenti i ricchi e sempre più poveri e abbandonati i poveri. Al di sopra di ogni partito la politica, oggi, per essere tale, deve essere vera democrazia, vera ricerca del bene comune, vera ricerca della libertà, vera ricerca di una economia che possa assicurare il pane a tutti senza distruggere la nostra meravigliosa terra. Dai politici le donne e gli uomini di buona volontà vogliono questo. E i politici possono contare sul loro consenso, se tengono presente quanto c’è nelle esigenze profonde dell’essere umano.
Tutti vogliono essere riconosciuti nella loro singolarità e amati e quando lo sguardo è rivolto a questa realtà profonda dell’essere umano, l’essere umano risponde sempre. Politici che avete goduto della fiducia dei cittadini, non traditeli! Fate del vostro meglio per rispondere alle aspirazioni dei vostri elettori.
Avete la responsabilità di mantenere e sviluppare l’organizzazione democratica a cui faticosamente e dolorosamente l’umanità è arrivata.
Avete la responsabilità di mantenere il livello di umanità a cui siamo arrivati, che essendo una conquista giovane, è fragile.
Gli incantatori di serpenti possono distruggere ciò che la storia, espressione della creatività degli esseri umani, ha costruito di umano e di bello. In questo mondo tutti possono vivere bene e siamo qui per trasformarlo secondo le esigenze della nostra profonda umanità. Tutti possiamo essere felici se rinunciamo ai nostri egoismi e ci diamo il coraggio di “rivelare” quello che veramente vogliamo: essere riconosciuti e amati.
Per fare politica bisogna avere questo sguardo: bisogna credere nella bontà dell’essere umano. Sapere che al di là di quello che si rivendica c’è l’esigenza di essere riconosciuti e di vivere in un mondo di amore. Bisogna darsi il coraggio di iniziare una via nuova per la convivenza umana, che tenga conto non solo dei bisogni primari, ma anche della profonda aspirazione umana alla felicità e ricordarsi che la politica è nata per questo.



Casanova Staffora, 23 Giugno 2015................................................. Angela Volpini
Lettera a un Politico
approfondimenti
Primo seminario di Nova Cana (gennaio – maggio 2015)


Cara Politica. Caro Politico,

Crediamo non dovrebbe farvi dispiacere ricevere questa lettera. Sappiamo tutti infatti che il ceto politico non gode in questa fase, non soltanto nel nostro Paese, i favori dell'opinione pubblica. Noi, gli amici di Nova Cana, che hanno preso la buona abitudine di riflettere sui casi del mondo a partire dal messaggio della Madonna del Bocco e
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