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Un'assemblea a Nova Cana
Gli effetti della crisi

È in atto un processo di arretramento del livello di civiltà raggiunto rispetto agli anni ’60 e ’70”. Le conseguenze di questo giudizio storico, espresso per la prima volta nel 1999 qui a Nova Cana, si stanno purtroppo manifestando con le aggravanti seguenti:

• Imprevedibilità degli effetti della crisi con conseguente aumento del già diffuso senso di insicurezza.

• Si accentua l’atteggiamento di sfiducia e di antagonismo tra le persone.

• Imbarbarimento della società civile a scapito della solidarietà;

• Diminuzione dei servizi pubblici e sociali, con ripercussioni negative sulle fasce sociali più deboli: disoccupazione, precariato, ecc.

• Sensibile aumento dell’emigrazione giovanile qualificata: dal 2011 in Italia sono partiti 4milioni di giovani, prevalentemente laureati.

• Riduzione degli spazi di democrazia, il cui sintomo più evidente è il restringimento della pluralità e dell’indipendenza dell’informazione, attraverso la concentrazione della proprietà dei mezzi di comunicazione.

• Riduzione della cultura dei diritti e della legalità.



Opportunità nella crisi

Cresce la consapevolezza della necessità di creare un nuovo mondo, ponendo la persona al centro del cambiamento che ha come prospettiva:

• Un nuovo paradigma dello sviluppo con un’equa distribuzione della ricchezza.

• Progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita per tutti, compatibili con l’uso responsabile ed equilibrato delle risorse.

• Riappropriazione da parte del potere politico del proprio ruolo, rafforzando la democrazia e indirizzando l’economia al bene comune.

• Assunzione di responsabilità da parte di ogni cittadino per il corretto funzionamento del sistema democratico.

• Realizzazione del progetto politico dell’Europa come Stato.



Realtà, non utopia

L’economia sociale di mercato può prevalere nettamente sul liberismo selvaggio, perché l’essere umano è più importante del capitale, e si dimostra che i paesi che investono sull’uomo, cioè in un’equa distribuzione dei redditi, nell’istruzione, nella ricerca ed innovazione, nella solidarietà e nel benessere sociale, alla fine sono anche quelli che si sviluppano di più, meglio e in modo costante.
Non è un caso che nei primi posti della classifica Ocse dell’eguaglianza sociale (minori differenze tra redditi alti e bassi) ci siano nell’ordine: Danimarca, Olanda, Svezia, Norvegia e Finlandia.
Mettere la persona e le relazioni tra persone al centro dell'economia significa lavorare su un nuovo paradigma economico non più basato sulla competizione ma su un principio di collaborazione intesa non solo come valore ma metodo concreto di lavoro. Sempre più in Europa ci sono associazioni, cooperative, gruppi e comunità di persone impegnate in progetti locali di sviluppo basati sulla logica che a “vincere” sono tutti gli attori dell’azione economica, a cominciare dalla comunità locale.
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Analisi Storica - 4
La situazione attuale
La situazione attuale
Nel luglio 2008, con il fallimento della banca americana Lehmann Brothers, si innesca la crisi finanziaria più grave dell’era moderna (peggiore di quella del ’29, in quanto globale).
Questa crisi, trascinando con sé anche l’economia reale, con effetti devastanti sulla tenuta sociale e democratica, rende evidenti le contraddizioni del sistema capitalistico e i limiti dell’ideologia liberista, facendone crollare i capisaldi.
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