Logo di Nova Cana
Un'assemblea a Nova Cana
Pagina 1 2 3 4
progresso in continua evoluzione, la cultura occidentale è riuscita ad attingere, dalle sue radici cristiane, quella forza e quella linfa vitale che l’ha condotta a crescere fino a raggiungere il suo culmine, individuabile grosso modo nel periodo storico che va dagli anni ’60 agli anni ’70, allorquando le speranze ed i fermenti di cambiamento culturale e sociale riuscirono in qualche modo a porre in discussione, come patrimonio del mondo, i valori della democrazia e della giustizia sociale, e ad affermare i principi inerenti i diritti umani e quelli di cittadinanza per tutti gli uomini. Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Uman il cui primo articolo recita così: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza". Erano gli anni della ripresa economica generalizzata, che aveva saputo lasciarsi definitivamente alle spalle i problemi legati alla ricostruzione post-bellica, e del nascente consumismo. Ed è questo anche il periodo in cui si afferma maggiormente il principio della solidarietà come base dello sviluppo sociale e del funzionamento dell’economia, grazie alle politiche orientate al cosiddetto “welfare state”, ovvero rivolte a conseguire una più equa redistribuzione delle ricchezze e la piena occupazione per tutti, attuate dalla maggioranza dei paesi occidentali (in Italia, per es., lo statuto dei lavoratori fu varato nel '70). Più o meno nello stesso periodo, per la precisione l'11 ottobre 1962, ebbe solenne inizio il XXI concilio ecumenico della Chiesa Cattolica, che si protrasse fino all'8 dicembre 1965 e che costituisce a tutt’oggi il massimo sforzo di autorinnovamento prodotto dalla Chiesa stessa nei suoi due millenni di storia. Pur fallendo l’obbiettivo di fondo, cioè quello di ripensare e riproporre la dimensione originaria del cristianesimo in termini di consapevolezza culturale, di dialogo e di apertura ai nuovi problemi del mondo e della storia, il concilio fu comunque una luce di speranza che riverberò sul mondo intero e che venne in parte assorbita e riproposta sotto tutt’altra forma dai movimenti giovanili di allora. Con il ’68, avvenne una vera e propria rottura culturale di tipo generazionale che produsse conseguenze significative anche sul piano del costume e dell’impegno sociale (si pensi, ad es., al diritto allo studio per tutti maturato nella seconda metà degli anni ‘60 oppure alla legge sul divorzio in Italia risalente al 1970). Quei movimenti si espressero e si consumarono nella contestazione, nell'anticonformismo e nella ricerca di nuovi linguaggi politici, senza tuttavia riuscire a compiere il necessario salto di qualità in ordine alla formulazione di una proposta culturale efficace, suscettibile cioè di produrre un cambiamento sostanziale ed omogeneo rispetto ai fermenti e alle aspettative dei loro promotori.
E mentre il nostro “vecchio” mondo era interessato a tutti questi cambiamenti, nel Luglio ’69 un nuovo mondo, a noi tanto vicino, veniva esplorato per la prima volta da un essere umano: l’umanità visse in quei giorni l’emozione di vedere dalla televisione lo sbarco del primo uomo sulla luna. Neil Armstrong, comandante di quella missione spaziale, da quel “punto di vista privilegiato”, poté osservare la terra come il luogo comune per la realizzazione della felicità fra gli uomini.
Per contro, già in quegli anni, la proliferazione indiscriminata delle armi nucleari, sulla quale poggiava il cosiddetto “equilibrio del terrore”, quale fulcro dell’ordinamento politico del mondo, aveva introdotto nell’umanità la coscienza inerente la possibilità di autodistruzione della specie umana da parte dell’uomo stesso. Con il famoso rapporto del Club di Roma sui “limiti dello sviluppo”, agli inizi degli anni ‘70, veniva inoltre sancita la fine di una concezione dello sviluppo inteso come crescita indefinita proiettata nel tempo, e viceversa venne affermata l’insostenibilità di questo modello a fronte della finitezza delle risorse naturali del pianeta, e quindi della conseguente possibilità di distruzione dell’ambiente umano. Il 15 agosto del 1971 decretò la fine degli accordi di Bretton Woods, che erano alla base dell'assetto economico mondiale post-bellico. Nixon annunciò la fine dell’inconvertibilità del dollaro con l’oro. Ciò segnò l’inizio del processo dell’instabilità finanziaria e monetaria attuale: le monete cessarono di avere un valore di riferimento oggettivo a livello mondiale. Con l’incidente nucleare di Chernobyl nel ‘87, l’opinione pubblica occidentale cominciò a sensibilizzarsi alle problematiche ambientali e i movimenti ambientalisti diventarono soggetti politici.
... segue
Analisi Storica - 1
Un’epoca di cambiamenti
Un’epoca di cambiamenti
E’ in atto un processo di arretramento del livello di civiltà che l’umanità aveva raggiunto fin tanto che si era riconosciuta nella comune rappresentazione dell’idea di un progresso in continua evoluzione. Era una concezione che aveva in sé, implicita, la dimensione dell’infinito e la prospettiva di un futuro migliore, pertanto era una concezione che riusciva ad offrire a tutti gli uomini, indipendentemente cioè dalle loro culture, tradizioni e istanze religiose, un orizzonte comune di senso e la condivisione di riferimenti sicuri. Attraverso l’idea di un pro
1
Pagina 1 2 3 4
Página ES
Condividi
Commenta
Copyright © 2014 - Nova Cana
-Home
Inicio ES
Home IT


-Chi siamo
-Perchè Nova Cana
-Angela Volpini
-Attività
-Ass. Famigliare
-Celit
-Analisi Storica
-Proposta Culturale
-Parole Chiave
-Libri
-Corsi
-Segnalazioni
-Calendario
-Come arrivare
-Contatti
-Donazioni
-Download
-Mappa del sito
-Newsletter
-Facebook
Parole chiave
Cerca